Miti sulla sindrome dell’ovaio policistico e cosa c’è dietro
La sindrome dell’ovaio policistico, in breve Sindrome dell’ovaio policistico o PCOS, è un disturbo ormonale che può manifestarsi nelle donne in età fertile. Si tratta...
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Anne Alexander
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La sindrome dell’ovaio policistico, in breve Sindrome dell’ovaio policistico o PCOS, è un disturbo ormonale che può manifestarsi nelle donne in età fertile. Si tratta di una delle patologie endocrinologiche più diffuse, che in Germania colpisce circa un milione di donne. Molte delle donne affette sono quelle che desiderano avere un figlio senza riuscirci.
Una malattia dai molti volti
La sindrome dell’ovaio policistico è molto complessa e può manifestarsi con una vasta gamma di sintomi. Spesso, nelle donne affette da PCOS, le ovaie sono circondate da numerose piccole cisti disposte come un filo di perle; d’altra parte, anche le donne che non sono affette da PCOS possono presentare cisti alle ovaie. Altri sintomi sono disturbi del ciclo mestruale, insulino-resistenza, diabete mellito, sovrappeso, aumento della peluria sul corpo e sul viso, acne o perdita di capelli. Tuttavia, non tutte le donne che presentano uno di questi sintomi soffrono di PCOS.
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Criteri diagnostici
Per una diagnosi sicura e uniforme della sindrome dell’ovaio policistico (SOP) si applicano quindi esclusivamente i cosiddetti «criteri di Rotterdam» contenuti nelle «Linee guida ESHRE» per la diagnosi della SOP. Secondo tali criteri, una volta escluse altre patologie, devono essere presenti almeno due dei seguenti criteri:
1.) Iperandrogenemia e/o segni clinici di iperandrogenismo: in questo caso si riscontra un aumento delle concentrazioni di ormoni maschili (androgeni) nel sangue. Questi possono causare acne, perdita di capelli e una peluria corporea insolitamente abbondante nella paziente. 2.) Oligomenorrea o amenorrea: la paziente presenta intervalli tra le mestruazioni superiori a 35 giorni o l’assenza totale del ciclo mestruale. 3.) Criterio ecografico: all’esame ecografico devono essere presenti ovaie con più di 20 follicoli e/o un volume ovarico aumentato (≥10 ml).
Poiché la sindrome dell’ovaio policistico (SOP) è una patologia molto complessa e spesso è oggetto di valutazioni e diagnosi errate, numerosi miti sul SOP continuano a persistere nella mente delle donne e anche dei medici. Abbiamo raccolto qui alcuni di questi miti e vi spieghiamo cosa c’è dietro:
Mito: le donne affette da PCOS devono sempre assumere la pillola anticoncezionale per curarsi
Nella medicina tradizionale, la sindrome dell’ovaio policistico viene trattata quasi esclusivamente con preparati ormonali, come ad esempio la pillola anticoncezionale o il farmaco a base di zucchero metformina. La pillola anticoncezionale inibisce la produzione di ormoni maschili nell’organismo e dovrebbe quindi aiutare a contrastare i sintomi di mascolinizzazione e i problemi cutanei come la pelle grassa e l’acne. Tuttavia, questi metodi di trattamento non risolvono la causa fondamentale, per così dire la radice della PCOS, ovvero lo squilibrio ormonale, per cui dopo la sospensione della pillola la sindrome dell’ovaio policistico ricompare con tutti i sintomi e i disturbi.
Per affrontare le vere cause della PCOS, sono consigliabili approcci olistici e naturali, grazie ai quali è possibile tenere sotto controllo molti dei disturbi. Julia Schultz @juliaschultz_coaching è coach ormonale ed esperta di PCOS e ti aiuta a riportare i tuoi ormoni in equilibrio in modo naturale, senza ricorrere alla pillola anticoncezionale, ma con una corretta alimentazione e cambiamenti nello stile di vita. Sul suo sito web troverai maggiori informazioni sulle misure olistiche e naturali per la regolazione della PCOS. Lasciati consigliare in modo approfondito da Julia! Trovi maggiori informazioni che.
Mito: le donne affette da PCOS non ovulano e non possono rimanere incinte
I criteri diagnostici dei cicli lunghi >Cicli di 35 giorni (oligomenorrea) e/o l’assenza delle mestruazioni (amenorrea) possono, in alcuni casi, indicare una ridotta fertilità. Con OvulaRing è quindi possibile determinare innanzitutto quali siano le reali caratteristiche della biologia e della salute del ciclo mestruale individuale. La buona notizia è che alcuni studi hanno dimostrato che oltre un terzo delle donne a cui è stata diagnosticata la PCOS riesce comunque a Ovulazione avessero avuto e fossero riuscite a concepire in modo naturale. È stato inoltre confermato che il 15% di queste donne presenta addirittura regolarmente un’ovulazione tardiva dopo il 36° giorno. Secondo le più recenti scoperte scientifiche, il numero cicli anovulatori nelle donne affette da PCOS non è quindi così elevata come si pensava finora! Tuttavia, le ovulazioni tardive spesso non vengono individuate. Le pazienti interessate vengono quindi spesso indirizzate prematuramente dal medico curante a un centro di fertilità, anche se hanno cicli spontanei rimanere incinta potrebbero. Con OvulaRing, le donne affette da PCOS possono scoprire con estrema facilità come funziona il loro ciclo individuale e se e quando hanno un’ovulazione, indipendentemente da quanto possa essere tardiva. Soprattutto in caso di PCOS, è fondamentale monitorare continuamente il ciclo per “individuare” ovulazioni tardive, spesso non rilevate. Si tratta di un’informazione importante per le donne affette da questa patologia, soprattutto prima di trattamenti ormonali o interventi chirurgici.
Mito: le donne affette da PCOS hanno sempre cicli mestruali irregolari
Uno ciclo mestruale irregolare Si parla di irregolarità quando la durata del ciclo varia di ±8 giorni. In questi casi capita spesso che si ricorra a una pericolosa autodiagnosi, poiché le donne con cicli irregolari tendono a pensare subito di soffrire di PCOS. Eppure, circa il 70% delle donne presenta cicli irregolari! Anche i cicli irregolari possono essere perfettamente sani e comportare l’ovulazione. Spesso si alternano breve e cicli lunghi caratterizzata da ovulazioni precoci e tardive. In caso di intervalli emorragici ripetuti di > 35 giorni non significano necessariamente la presenza di PCOS, poiché anche in questo caso deve essere soddisfatto un ulteriore criterio diagnostico e, soprattutto, deve essere confermato dal ginecologo. Inoltre Disturbi della tiroide possono, ad esempio, influire sulla durata del ciclo. Inoltre, anche lo stress, i disagi emotivi, il fuso orario durante i viaggi e gli sbalzi ormonali durante la pubertà o la menopausa incidono sul ciclo. Con OvulaRing puoi conoscere con precisione il tuo ciclo e il tuo profilo di fertilità, anche in caso di cicli irregolari o molto lunghi, e capire se i tuoi cicli sono regolari e quando hai l’ovulazione.
Mito: le donne affette da PCOS hanno sempre una forte peluria corporea
L’elevato livello di androgeni nel sangue provoca nelle pazienti affette una tipica androgenizzazione, ovvero una mascolinizzazione. Tra i sintomi rientra anche il cosiddetto irsutismo, ovvero un aumento della peluria androgenodipendente con distribuzione tipicamente maschile nelle donne. Le manifestazioni sono molto diverse e vanno da una peluria leggermente più folta sulle gambe e nelle zone intime fino a una forte peluria su braccia, schiena, addome, collo e persino una vera e propria barba. Tuttavia, non tutte le donne con PCOS soffrono di peluria maschile. Viceversa, non tutte le donne con una crescita di peli più abbondante sono affette dalla sindrome dell’OPC. Ad esempio, le donne di diversi paesi presentano una peluria corporea di intensità variabile, il che può portare rapidamente a interpretazioni errate.
Mito: la dieta senza glutine è indicata solo per chi soffre di celiachia
L’alimentazione è una medicina! La misura probabilmente più importante per mantenersi in salute e in forma nonostante la PCOS è quella di corretta alimentazione. In questo modo è possibile regolare abbastanza bene il rilascio di ormoni, come ad esempio l’insulina, e ridurre il sovrappeso e i sintomi della PCOS. Tuttavia, la sola riduzione delle calorie non porterà a risultati positivi. Cosa aiuta davvero? Una dieta priva di glutine e latticini! La PCOS è una condizione infiammatoria dell’organismo, spesso associata a una Resistenza all’insulina . L’eliminazione degli alimenti contenenti glutine dalla dieta contribuisce a combattere i focolai infiammatori nell’organismo, il che a sua volta facilita la perdita di peso. Anche una dieta priva di latticini contribuisce a uno stile di vita sano in caso di PCOS. Gli scienziati hanno dimostrato che un elevato consumo di latte aumenta la secrezione e la resistenza all’insulina. Pertanto, la combinazione di una dieta priva di glutine e latte con l’eliminazione dello zucchero bianco e dei prodotti altamente trasformati, nonché un’alimentazione ricca di proteine, è la più indicata in caso di PCOS. Non sai come integrare la nuova dieta nella tua routine quotidiana? Nel suo nuovo libro “Leben mit dem PCO-Syndrom” (Vivere con la sindrome dell’ovaio policistico), Julia Schultz ha creato per te tante deliziose ricette senza glutine e senza latticini per ogni tipo di PCOS e ti mostra come puoi tenere facilmente sotto controllo la tua PCOS con la giusta alimentazione. Trovi maggiori informazioni al riguardo che.
Mito: per dimagrire bisogna allenarsi duramente
È dimostrato che la perdita di peso in presenza di un BMI elevato ha un effetto positivo sulla possibilità di concepire. Quando le donne in sovrappeso affette da diabete di tipo 2 e sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) raggiungono un peso sano, spesso sia il loro metabolismo che il loro ciclo mestruale tornano alla normalità. Purtroppo, però, con la PCOS non è così facile perdere peso, perché un allenamento intenso non porta a risultati. Per dimagrire con la PCOS, bisogna trattare la causa, ovvero lo squilibrio ormonale. Come si possono quindi riequilibrare gli ormoni con lo sport? L’allenamento ad alta intensità a intervalli favorisce solo il rilascio di ormoni dello stress nel corpo, il che a sua volta porta ad un aumento di peso. Sono più indicati gli esercizi a ritmo lento, che impediscono il rilascio di ormoni dello stress. Pertanto, gli allenamenti a bassa intensità e con pesi leggeri sono ideali in caso di PCOS, poiché mantengono l’equilibrio ormonale mentre si perde peso.
Anche tu soffri di sindrome dell’ovaio policistico e hai dovuto affrontare altri pregiudizi? Ci farebbe molto piacere se ci lasciassi un commento su Instagram @ovularing_ o su Facebook!