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«OvulaRing può evitare inutili trattamenti di fecondazione in vitro» – Intervista esclusiva al Prof. Dr. med. H. Alexander

Dietro OvulaRing c’è il team di VivoSensMedical, una giovane azienda con sede a Lipsia. Il suo lavoro si basa su oltre 40 anni di ricerca...

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Dietro OvulaRing c’è il team di VivoSensMedical, una giovane azienda con sede a Lipsia. Il suo lavoro si basa su oltre 40 anni di ricerca medica condotta dal cofondatore Prof. Dr. Henry Alexander. È uno dei massimi esperti europei di medicina della riproduzione e ha contribuito alla nascita di uno dei primi bambini concepiti tramite fecondazione in vitro in Germania. La visione: con OvulaRing, la diagnostica nel campo Salute delle donne cambiare in modo sostenibile: abbandonare le terapie standard per passare a trattamenti personalizzati, individuali e quindi più efficaci, con costi e effetti collaterali ridotti.

Nota: Questa intervista ha scopo informativo e orientativo. Non sostituisce in alcun modo una consulenza medica né una diagnosi da parte di un medico. Per quanto riguarda le opzioni diagnostiche e terapeutiche (compresa la fecondazione in vitro), ti consigliamo di rivolgerti a un centro di fertilità per una consulenza personalizzata.


In sintesi: i punti salienti dell’intervista

  • Fecondazione in vitro & ICSI: La fecondazione in vitro (FIV) è stata originariamente sviluppata soprattutto per le donne con tube di Falloppio ostruite; oggi comprende anche altre indicazioni (ad esempio «sterilità di causa sconosciuta», fattore maschile/ICSI).
  • Prima della fecondazione in vitro, valutare le opzioni conservative: Se dal punto di vista medico è possibile, prima di ricorrere alla fecondazione assistita è opportuno provare trattamenti meno invasivi (ad esempio l’induzione dell’ovulazione o l’inseminazione).
  • La diagnostica del ciclo rende le decisioni più personalizzate: Una valutazione oggettiva dei modelli di fertilità (ad esempio, il momento dell’ovulazione) può aiutare a personalizzare meglio la diagnosi e il trattamento.
  • In alcuni casi, tuttavia, è comunque possibile avere una gravidanza naturale: Anche dopo una fecondazione in vitro non andata a buon fine possono verificarsi gravidanze spontanee; in questi casi, il monitoraggio del ciclo mestruale può rivelarsi utile.

La nostra intervista con il Prof. Dr. Henry Alexander

Prof. Alexander, si ricorda ancora la sua prima fecondazione in vitro?

La prima nascita al mondo a seguito di una fecondazione in vitro (FIV) riuscita, quella di Louise Brown, risale al luglio 1978. A Lipsia, all’inizio degli anni ’80, siamo stati tra le prime cliniche tedesche ad occuparci di questo trattamento specifico. All’epoca il prelievo degli ovociti avveniva ancora tramite laparoscopia. Nel 1984 abbiamo potuto annunciare il nostro primo parto dopo una fecondazione in vitro. È stato naturalmente un periodo molto emozionante e intenso! Il principale ostacolo erano le condizioni di coltura al di fuori dell’utero. È stato necessario acquisire molta esperienza, che è stata poi condivisa con altri centri. Nel frattempo, in tutta la Germania abbiamo più di 20.000 bambini nati ogni anno dopo una fecondazione in vitro.

Ma in realtà per quali donne è stata sviluppata la fecondazione in vitro?

La fecondazione in vitro (FIV) è stata originariamente sviluppata per le donne con tube di Falloppio ostruite o asportate. Oggi anche la cosiddetta sterilità di causa sconosciuta è considerata un’indicazione per il trattamento con FIV. A partire dagli anni ’90, la fertilità maschile compromessa è stata inclusa tra le opzioni terapeutiche sotto forma di iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI).

La fecondazione assistita può causare danni ai bambini?

La terapia di fecondazione in vitro (FIV) esiste ormai da ben 40 anni. Finora sono nati in tutto il mondo circa 8 milioni di bambini. I bambini nati grazie alle tecniche di riproduzione assistita (ART) sono sempre stati sottoposti a un monitoraggio particolare e finora sono state segnalate solo poche anomalie (ad esempio, un rischio leggermente maggiore di cancro, malattie della pelle). Negli ultimi due anni, tuttavia, sono stati pubblicati i risultati di studi più recenti. Le ricerche riportano casi di persone più anziane concepite tramite FIVET che già in età giovanile soffrivano di ipertensione, insulino-resistenza e pre-invecchiamento vascolare. Tutti questi risultati sottolineano la necessità di ricorrere obbligatoriamente a tutte le opzioni terapeutiche conservative, come ad esempio l’induzione dell’ovulazione e l’inseminazione, prima di ricorrere alla PMA.

È fondamentale che le donne siano informate sui rischi del trattamento, compresi quelli per i bambini concepiti tramite fecondazione in vitro. Se non esistono alternative terapeutiche, le donne devono valutare se sono disposte ad assumersi il rischio. In questo caso, tuttavia, il medico dovrebbe sempre verificare se siano state esaurite tutte le possibilità di un cosiddetto trattamento conservativo, ovvero il trattamento senza fecondazione in vitro.

È possibile prevenire una FIVET precoce con OvulaRing?

Sì! Grazie metodi diagnostici moderni Grazie a OvulaRing, oggi è possibile ottenere informazioni più precise sullo stato di salute del ciclo mestruale delle donne. A tal fine, la temperatura corporea interna viene utilizzata come biomarcatore. Modelli individuali di fertilità indicano esattamente quando il ovulazione avviene. I medici possono avvalersi di queste conoscenze per stabilire, prima di una fecondazione in vitro, quando è opportuno procedere alla puntura follicolare.  Un trattamento di fecondazione in vitro a basso dosaggio, ben ponderato e personalizzato potrebbe quindi rappresentare il futuro, consentendo di ridurre gli effetti collaterali e i costi. Finora non esisteva alcun metodo per registrare oggettivamente l’andamento del ciclo mestruale della donna. Grazie alle nuove possibilità offerte da OvulaRing, ora è possibile effettuare una misurazione oggettiva del ciclo, tenendo conto del ciclo e Diagnostica della fertilità viene redatto con l’ausilio di un ciclofertilogramma (CFG).

Spesso non si ricorre a trattamenti di fertilità meno invasivi e meno stressanti. Ciò con la motivazione che le donne sarebbero impazienti e avrebbero già da molto tempo il Desiderio di avere figli avere. Ciò non dovrebbe però indurre i medici specializzati in medicina riproduttiva a ricorrere affrettatamente alla fecondazione assistita. Con OvulaRing è possibile evitare una fecondazione in vitro prematura, poiché l’ovulazione precoce e tardiva viene rilevata in modo affidabile. In molti casi è quindi possibile una gravidanza per via naturale e un trattamento di fecondazione in vitro non è necessario.

In che modo OvulaRing può favorire la fecondazione in vitro?

Grazie alla registrazione continua e oggettiva del ciclo mestruale (ciclofertilogramma), OvulaRing consente una diagnosi personalizzata e può quindi supportare un trattamento di fecondazione in vitro su misura. Le donne dovrebbero sempre essere sottoposte a un esame approfondito prima di decidere il tipo di terapia. La diagnostica OvulaRing dovrebbe includere obbligatoriamente questo aspetto.

Finora, tuttavia, nella fecondazione in vitro non si è tenuto conto della biologia del ciclo mestruale della donna. Questo dovrebbe ormai appartenere al passato, poiché il tasso di successo può essere notevolmente aumentato se si tiene conto dell’andamento individuale del ciclo. Le donne con un ciclo breve e un’ovulazione precoce dovrebbero essere stimolate e trattate in modo diverso rispetto a quelle con un ciclo lungo e un’ovulazione tardiva.

È possibile rimanere incinta in modo naturale nonostante il fallimento della fecondazione in vitro?

Certamente! L’esperienza dimostra che è possibile rimanere incinte in modo spontaneo anche dopo aver effettuato una fecondazione assistita. In questi casi, OvulaRing può rivelarsi un valido aiuto. Le testimonianze di molte donne soddisfatte dimostrano che, anche dopo una terapia di fecondazione assistita lunga e infruttuosa, l’uso di OvulaRing rimanere incinta in modo naturale sono diventati.

Prof. Alexander, la ringraziamo di cuore per questa interessante conversazione!

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Domande frequenti: fecondazione in vitro, alternative e passi successivi

Per chi è indicata dal punto di vista medico la fecondazione in vitro?

La fecondazione in vitro (FIV) viene tradizionalmente utilizzata in caso di tube di Falloppio ostruite o asportate. A seconda dei risultati, la fecondazione in vitro (IVF)/ICSI può essere presa in considerazione anche in presenza di altre cause (ad es. fattore maschile, alcune forme di «sterilità di causa sconosciuta»). L’opportunità di ricorrere alla fecondazione in vitro dipende sempre dalla diagnostica, dall’anamnesi, dall’età e da fattori individuali.

Quali sono le opzioni conservative disponibili prima della fecondazione in vitro?

Prima di ricorrere alla fecondazione in vitro, a seconda della causa e dei risultati degli esami, spesso si possono prendere in considerazione opzioni meno invasive, come l’ottimizzazione del ciclo mestruale/l’induzione dell’ovulazione e l’inseminazione. Quali siano le misure clinicamente indicate va deciso durante la visita di consulenza per la fertilità, sulla base degli esami diagnostici effettuati.

Che ruolo svolge la diagnostica del ciclo mestruale nei trattamenti per la fertilità?

Una diagnosi strutturata del ciclo mestruale può aiutare a individuare con maggiore precisione il momento dell’ovulazione e a comprendere meglio i modelli individuali. Ciò può facilitare il dialogo sulle fasi terapeutiche più appropriate e consentire una maggiore personalizzazione dei piani di trattamento.

Quali rischi o effetti collaterali è opportuno discutere prima di sottoporsi alla fecondazione in vitro (IVF) o alle tecniche di riproduzione assistita (ART)?

Prima di sottoporsi alla terapia ART, è importante che i pazienti siano informati sugli oneri, sugli effetti collaterali e sui possibili rischi. È opportuno discutere dello stato attuale della ricerca, dei fattori di rischio individuali e delle alternative (ancora) disponibili.

Quali domande dovrei porre alla clinica della fertilità?

  • Quali sono le diagnosi formulate e quanto sono attendibili?
  • Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili nel mio caso prima della fecondazione in vitro (IVF)/ICSI?
  • Quali sono le probabilità di successo nel mio caso (in base all’età) e per quale periodo o ciclo?
  • Quali sono i rischi/effetti collaterali rilevanti e come vengono monitorati?
  • In cosa consiste il piano terapeutico (calendario, esami, costi, procedure da seguire in caso di «mancato successo»)?

Come faccio a capire se dovrei chiedere un secondo parere?

Se ti senti sotto pressione, se le motivazioni alla base della fecondazione in vitro (IVF)/ICSI non ti sono chiare, se le opzioni conservative non sono state valutate in modo adeguato o se non ricevi risposta a domande importanti, un secondo parere può essere d’aiuto.

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